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Giocoleria-Juggling-Roma-Amsterdam-A-RLa micro rassegna Roma-Amsterdam- a/r, ospite del Teatro Furio Camillo di Roma nei giorni 19,20,21 e 22 dicembre 2013 alle ore 21.00, vede alternarsi nella stessa serata le ultime produzioni di due artisti romani, Stefano Taiuti e Federica Dauri, che dopo essersi trasferiti ad Amsterdam rispettivamente nel 2011 e nel 2010, presentano per la prima volta in Italia gli esiti recenti del loro lavoro, ed in particolare della collaborazione che hanno stabilito con lo scenografo e scultore olandese Egon Schrama.

KHEPERER.
(prima italiana) foyer.

NOSTOS: l'impossibilità del ritorno.
(prima assoluta) sala teatro.

KHEPERER è un' istallazione performativa creata in collaborazione con lo scultore olandese Egon Schrama.
Un insetto osservato attraverso un microscopio: questa l'immagine che ha suggestionato l'artista.
Il lavoro approccia il concetto di tempo inteso come fattore di esposizione piuttosto che di durata, ciò che viene mostrato è una presenza e non un azione.
Un "essere" piuttosto che un "fare", un corpo in costante trasformazione mosso da una immagine che guida il movimento interno alla ricerca di uno stato psico-fisico proprio ad un insetto.
Un intimo processo di disumanizzazione.
Giocoleria-Juggling-Roma-Amsterdam-A-RLa micro rassegna Roma-Amsterdam- a/r, ospite del Teatro Furio Camillo di Roma nei giorni 19,20,21 e 22 dicembre 2013 alle ore 21.00, vede alternarsi nella stessa serata le ultime produzioni di due artisti romani, Stefano Taiuti e Federica Dauri, che dopo essersi trasferiti ad Amsterdam rispettivamente nel 2011 e nel 2010, presentano per la prima volta in Italia gli esiti recenti del loro lavoro, ed in particolare della collaborazione che hanno stabilito con lo scenografo e scultore olandese Egon Schrama.

KHEPERER.
(prima italiana) foyer.

NOSTOS: l'impossibilità del ritorno.
(prima assoluta) sala teatro.

KHEPERER è un' istallazione performativa creata in collaborazione con lo scultore olandese Egon Schrama.
Un insetto osservato attraverso un microscopio: questa l'immagine che ha suggestionato l'artista.
Il lavoro approccia il concetto di tempo inteso come fattore di esposizione piuttosto che di durata, ciò che viene mostrato è una presenza e non un azione.
Un "essere" piuttosto che un "fare", un corpo in costante trasformazione mosso da una immagine che guida il movimento interno alla ricerca di uno stato psico-fisico proprio ad un insetto.
Un intimo processo di disumanizzazione.

Nel 2011 ho lasciato l'Italia e mi sono trasferito in Olanda.
Prendere le distanze, anche oggettivamente, comporta una nuova prospettiva sulle cose.
In questi anni ho osservato il mio paese scivolare in una spirale di decadenza, al punto da averlo reso irriconoscibile. Ma cosa può essere cambiato a tal punto in un tempo così breve? Probabilmente il mio sguardo, perché la distanza non è soltanto fisica, ma anche e soprattutto emozionale.
Nel luogo che ero solito chiamare "casa" non mi sento più a casa.
Ma allora dove è la mia casa, ora?
Su una scala più ampia, quando i cambiamenti climatici e la massiccia distruzione della natura operata dall'essere umano mostreranno in pieno i loro devastanti effetti, dove sarà la nostra casa?