Quante volte davanti a un’opera d’arte avete pensato: Che ci vuole, lo potevo fare anch’io!
Ma realizzare un’opera, pensarla e poi eseguirla o farla eseguire significa trovarsi in una situazione particolare: solitamente l’artista non ha nessuno intorno a sé quando deve creare il suo lavoro, solo davanti a una tela bianca. Nessuno gli intima cosa fare, si trova in silenzio circondato da un vuoto da colmare. Quanti di noi riuscirebbero, non dico a creare, ma a farsi venire in mente un’idea che sia originale o intelligente? Pochi, ed è per questo che quelli bravi sono veramente pochi e i grandissimi ancora meno.
Un tempo la tecnica, il mestiere, contavano spesso più delle idee. Quando un capolavoro è il frutto di una maestria inimitabile, di un genio tecnico, non possiamo nutrire alcun dubbio. Con questa illusione nel cuore torniamo a casa tranquilli, ah se avessi studiato di più, come Michelangelo…
Tuttavia oggi nelle arti, nel cinema, nella pubblicità e anche nelle arti come la danza (parliamo dei coreografi per esempio che devono mettere a punto un nuovo balletto), non è più essenziale saper fare qualcosa. Esistono persone che di mestiere realizzano in modo egregio quello che altri pensano.
L’importante è pensare, in ogni caso e possibilmente prima degli altri, la cosa giusta al momento giusto. Le idee nuove sono scomodissime. Ecco perché anche nella giocoleria non è importante solo la tecnica le persone creative ci fanno un po’ invidia. È chiaro che chi tira su 7 clave stupisce quanto uno spettacolo di pulci ammaestrate, ma questo basta? Impara la tecnica e mettila da parte. L’opera d’arte non è solo fatica, lavoro, studio, tecnica, ma anche follia, visione, azione, vuoto, scherzo, tutte cose che come quelle faticose e noiose fanno parte della vita. Perché la vera arte parla sempre della vita. L’idea che sia arte solo ciò che è difficile da realizzare è come affermare che bere un bicchiere d’acqua è una cosa banale.
Dunque perché considerare degni di portare il nome di giocoliere dell’anno solo chi batte i record mondiali? A loro fianco ci sono artisti che possono stupire, perché trovano nuovi modi di far volare gli oggetti, dando vita a trick diversi e inimitabili.
io sto con tas
..però ahò, niente da fare..emiliano mi fa troppo venire il latte alle ginokkia >__<
moon
grazie moon, cmq qua non si parla di emiliano.. non mi riferivo a nessuno in particolare, per emiliano sai come la penso, ma quella è una questione di gusti.
Un tempo la tecnica, il mestiere, contavano spesso più delle idee. Quando un capolavoro è il frutto di una maestria inimitabile, di un genio tecnico, non possiamo nutrire alcun dubbio. Con questa illusione nel cuore torniamo a casa tranquilli, ah se avessi studiato di più, come Michelangelo…
mi rincresce affermare che, purtroppo, è ancora così.. ovviamente la situazione cambia da settore a settore. io sono (o almeno ci provo) una musicista e studio da circa 5 anni al conservatorio di napoli. inutile dire che c'è un ambiente pessimo: mentre da una parte l'atmosfera della classe di flauto mi fa sentire a casa, dall'altro la concorrenza è spietata, fra studenti e fra insegnanti di una stessa cattedra. il "merito" di essere interno al conservatorio vale più di qualsiasi altra cosa, e chi fa un esame da privatista si vede costretto ad essere penalizzato rispetto agli interni perchè c'è qualcuno che vuol fare la differenza fra chi ha passato un esame d'ammissione tanti anni prima e chi no.
e in commissione, se ne sbattono se sei musicale, se fai un concerto da piangere per l'emozione, se hai fatto un errore ti sei giocato il massimo dei voti, loro vogliono macchine esecutrici, non musicisti, e se ne fregano della tensione dell'esame, devi essere perfetto nonostante tutto.. oppure devi essere un bravo leccaculo (perdonate il francesismo) e riuscire a impressionare la commissione nonostante tutto, oppure devi avere tanti soldi, o essere figlio di un maestro..
ma io non sono figlia di nessuno, suono col cuore nonostante m'impegni tanto anche per le dita, e ancora lo devo fare l'esame per il diplomino, ma comunque vada trovo molto più gratificante un grande applauso ad un concerto ed un pubblico festante, che chiede due volte il bis e a fine concerto ti bracca per un mazzo di fiori, una stretta di mano e dei complimenti.
per quanto riguarda l'originalità, tentare è difficile, perchè c'è bisogno dell'ispirazione, e a volte è più facile trovarla nello studio delle regole, ma sono convinta che per essere originali non c'è bisogno di inventare un trick nuovo, oppure disegnare un quadro che nessuno ha fatto prima d'ora, o comporre un pezzo di un genere mai sentito prima.. basta essere sè stessi, provare a liberare le proprie emozioni in qualsiasi campo artistico si voglia, e basta quel pizzico in più, anche nell'interpretazione di un brano musicale, una dinamica diversa da com'è scritta e da come la fanno tutti, uno svolazzo in più, e hai reso l'emozione come la vedevi tu..
visto che la discussione nasce dalla visione di video in internet
che non rappresntano spettacoli, direi che nessun video può trasmettere
le emozioni di uno spettacolo dal vivo.
io a questo punto sto con Gatto, Brunn, Biljauer, Ignatov, Kremo, Bramson, Lucas, etc....
ma anche con Gilligan, Vallo, Gandini, Komaro
Ma sopratutto se dobbiamo veramente parlare di arte e rimanere in tema
abilità fisiche e di destrezza unite a follia talento ed immaginazione voglia
di comunicare e portare messaggi
Io sto con le carovane dei vari Nuovi Circhi
e li il problema non è più solo la giocoleria e etc... ma il discorso diventa di unire varie discipline in un unico racconto emotivo con momenti di primi piani e virtuosismi incastonati ad arte a racontare forse un'unica storia passando per mille emozioni ed intravedendo mille storie nella storia con l'energia che solo la forza della condivisione totale dal dormire al mangiare può scatenare!!!
ecco li sotto quel luogo incantato dalle sembianze spesso di un tendone
con un miscuglio di tante fatiche sudori e tecniche
quest'arte ha per me la sua massima espressione
Persino gli artisti non temono di affermare che gran parte della loro genialità è frutto di fatica: Ennio Morricone (non uno stronzo qualsiasi) ama dire: "La mia musica è per il 10% ispirazione, per il 90% traspirazione"
Traspirazione, ossia sudore, ossia fatica.
Non bastano le idee, ci vuole la tecnica prima per essere in grado di fare tutto ciò che si vuole.
Lo stesso Picasso affermava di essere stato in grado di dipingere come Raffaello a 12? anni e di averci messo tutta una vita per dipingere come un bambino... Dunque ammetteva che era stato un lungo e faticoso lavoro introspettivo, ma quel lavoro era partito da una tecnica mostruosa.
Da ciò che scrivete sembra che la fatica è un optional, beati voi!
no no..aspè. Sicuramente ci vogliono i mezzi per arrivare a creare, questo non è in dubbio. E per avere buoni mezzi, ci vuole fatica, sudore, "traspirazione" però sono d'accordo con quello ke ha scritto il Sardo (notare la S maiuscola)..ci vuole l'intuizione folle per fare una cosa assurda a 3 palle, ci vuole la tecnica folle per fare 9 palle per 1 minuto e mezzo.
Magari la verità è nel mezzo?
Mi sento anche di quotare maurizio quando dice ke alcuni si buttano sullo sperimentale per maskerare alcune lacune tecniche..ed è vero..però magari utilizzano quella "traspirazione" per creare nuove cose.
Ci sono vari casi: lo stesso stefan sing ha una grandissima tecnica, ma ha scelto di stupire con poki oggetti..greg kennedy (mi viene in mente lui) è un giocoliere INNOVATIVO (come recita il suo slogan se nn sbaglio), ma ha una buona tecnica alle spalle (gli ho visto fare 7 palle toss e 7 palle rimbalzine in qualke video)..Michael Moschen nn era tutto sto fenomeno con le sfere, eppure è considerato DIO nell'ambito dei contactari perkè ha avuto la "traspirazione ideale", nel senso dell'idea.